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NOI
STRANIERI,
Realizzare un sogno, essere felice, cambiare vita, cambiare
Paese, le difficoltà ci sono e tante.
Adattarsi ad una nuova vita, una nuova lingua, costume,
tradizione, legge e cose varie, ma si vive sempre con
la paura che un giorno arriva una notizia che ti lascia
senza respiro,che travolge la tua esistenza.
E’ così la nostra vita di stranieri.
Tutto si supera, si amministra la distanza, la nostalgia
dei famigliari, della casa, della vita di tutti giorni,
del buon giorno a casa tua, ma quando arriva la notizia
che la persona più cara al mondo per te se n'è
andata, e che non ci sarà più, quando
rientrerai, anche se solo per vacanza, il tuo mondo
crolla, non riesci a ragionare, c'è uno oceano
che ti separa, tante ore, l'unica certezza che anche
volendo non puoi raggiungere la destinazione, tanti
sono le difficoltà, lavoro, soldi, tempo, biglietto,
la sofferenza delle persone care che stano vivendo di
persona questo momento e sano che non puoi raggiungere
loro, l'unica cosa che fai è piangere e rassegnarti,
non puoi partire, non puoi dare l'ultimo saluto a Chi
ami più della tua esistenza, deve vivere il tuo
dolore, tra le persone che ci sono vicini, scopre che
hai diritto ad avere 3 giorni di lutto, una delle tante
cose che non sai, perchè ti fanno sapere solo
i doveri che hai.
La cosa più bella è che scopre che ci
sono tante persone che ti vogliono bene e cercano di
starti vicino.
Deve trovare la forza per continuare, la tua vita è
qui, lontano di casa tua, amando come se fosse tua seconda
Patria, che hai imparato a conoscere, a capire le persone,
a convivere, ed infelicemente sentirti dire "EXTRACOMUNITARIO"
Perchè?
Solo
perchè non siamo nati qui, ma paghiamo le tasse,
rispettiamo la legge, sapiamo i nostri dovere ed i nostri
diritti(non tutto sempre), siamo correti, onesti, facciamo
anche di più delle nostre competenze, e sempre
di buon umore e un sorriso sulle labbra … che
cosa vogliono di più da noi?
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Ho perso mia Madre nel gennaio di 2007, sono dovuta
andare di corsa in Brasile a trovarla in clinica in
terapia intensiva a dicembre 2006, per fortuna con il
buon rapporto che ho con i Condomini mi hanno liberata,
anzi mi hanno incentivata ad andare, ho avuto la fortuna
che Lei si è ripresa per qualche giorno e mi
ha riconosciuta… è stato molto difficile,
triste, sono tornata il 02 gennaio e Lei è deceduta
il 15 gennaio 2007, e non ho potuto ritornare per il
suo funerale, un dolore senza esplicazione.
In Italia sono venuta per scelta, senza lasciare in
dietro problemi famigliari, economici, avevo un buon
lavoro, ma confesso, non sono mai pentita di questa
scelta, adoro vivere in Italia, principalmente a Roma
che senza dubbio è la città più
bella del mondo.
Roseli
Aparecida Nery, 45 anni
Brasiliana- In Italia dal 1996
Portiera dal 2000
Roma-Centro Storico
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