Sono aperte le iscrizioni per l'Anno 2009....la quota annuale e di euro 25,00.. C/C postale n. 47934385-iscriversi all'A.S.C.F. Per non rimanere solo- TUTELA I TUOI DIRITTI-
 
Home
La Struttura
I Nostri Servizi
Iscrizioni
C.C.N.L.
Legislazione
Downloads
Convenzioni
Comunicati Stampa
Sicurezza Lavoro
Suggerimenti
Job Sharing
Mobbing
Anziani
Pubblicazioni
Lotta al Degrado
Mailing List
Contattaci


IL PERICOLO IN AGGUATO



clip estratta dal film “Giovanni Falcone”
per ricordare che anche il nostro lavoro può essere pericoloso.




SIG. STEFANO LI SACCHI
PORTIERE DELLO STABILE


Era nato il 2 giugno 1923 a Geraci Siculo, un piccolo paese agricolo adagiato sulle pendici delle Madonie. Penultimo di cinque figli di una famiglia modesta, nonostante l'intelligenza vivace, non potè proseguire gli studi che abbandonò da fanciullo per aiutare la famiglia nel lavoro dei campi.
Sposò, in una fredda giornata del mese di gennaio del 1951, Nunziata, la moglie che amò teneramente e con la quale si trasferì a Palermo con la speranza di una vita migliore. Qui ha vissuto lavorando come portiere con responsabilità e senso del dovere, guadagnandosi la stima e la fiducia di quanti lo conobbero e, nell'espletamento della sua attività, quel tragico 29 luglio trovò la morte.
Ha dedicato la sua vita ai suoi affetti più cari: la moglie e la nipote Lucia, che ha allevato ed educato con l'affetto e la dedizione di un padre, ed a loro rimane il ricordo struggente della sua grande voglia di vivere, della sua allegria e della disponibilità d'animo nei confronti del prossimo.
Aveva l'abitudine di alzarsi sempre di buon mattino e di recarsi presto nel condominio di via Pipitone Federico n. 59, dove iniziava a svolgere le attività legate al suo lavoro di portiere. Un lavoro che svolgeva con serietà ed impegno ma anche con disponibilità e buon umore, divenendo un punto di riferimento per tutti i condomini, che nutrivano nei suoi confronti simpatia ed apprezzamento.
Chinnici, che con lui condivideva le origini rurali, lo stimava affettuosamente; si intratteneva spesso a parlargli delle problematiche condominiali o degli argomenti più disparati. Ma negli ultimi tempi preferiva indugiare poco nell'androne dello stabile: la sua preoccupazione costante era proprio quella di poter coinvolgere qualcun'altro in un eventuale attentato. Probabilmente anche Stefano Li Sacchi era consapevole del rischio che correva nel trovarsi vicino al Magistrato. Eppure ciò non lo indusse mai ad assumere un atteggiamento timoroso. Anzi ostentava con orgoglio il rapporto amichevole che aveva col Giudice, spesso accompagnandolo fino allo sportello della "blindata". Anche lui ebbe, nell'ambito del suo lavoro, la libertà ed il coraggio di una scelta giusta e non condizionata dalla paura.

Fonte: fondazione Rocco Chinnici



      
La Foto

 

Gli Esperti
L'Amministratore Risponde 
 
 

Copyright © 2004 - 2009