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STORIA DI GIULIANA S.
Faccio il portiere
ormai da 10 anni, in un quartiere centrale
di Roma. Il palazzo è stato costruito
negli anni venti e la signora Giuliana è
stata una dei primi condomini ad abitare
in questo palazzo. Quando sono stato assunto
la signora Giuliana era già vedova.
Il marito, noto dottore, era morto alcuni
anni prima. Ella, benestante, con due figlie
e altrettanti nipoti che venivano molto
spesso a trovarla, era molto cordiale e
gentile in particolare con me. I primi anni
passarono normalmente. Lei, sola, ma molto
autonoma e con una colf che veniva tutti
i giorni. Gli anni passavano e alla colf,
presente tutte la mattine, si è affiancata
una fisioterapista che veniva a giorni alterni.
Io venivo chiamato sempre più spesso
per cambiare lampadine, chiudere il rubinetto
dell’acqua, smontare le tende e per
fare altri piccoli lavori. Poi la signora
cominciò ad uscire raramente, solitamente
la mattina per far la spesa; quindi rimaneva
a casa tutto il giorno. I miei rapporti
con le figlie divenivano sempre più
frequenti; molte volte mi telefonavano affinché
andassi dalla madre a controllare il motivo
per il quale era impossibile parlare con
lei telefonicamente: l’apparecchio
era riposto male. Accadde un giorno che
la fisioterapista mi domandò se la
signora fosse in casa. Immediatamente mi
preoccupai e andai a suonare alla porta.
Non avendo avuto alcuna risposta e non essendo
in possesso di alcun recapito dei familiari
iniziai a consultare gli elenchi telefonici.
Così, dopo numerose chiamate fortunatamente
riuscii a rintracciare una delle figlie.
Insieme decidemmo di chiamare i pompieri
che entrarono dalla finestra al secondo
piano e trovarono la signora riversa a terra,
aveva avuto una emorragia celebrale, forse
era stata in quello stato per tutta la notte!
Naturalmente fu subito trasportata in ospedale.
Morì nove mesi dopo, con i familiari
vicino. Quanti anziani muoiono da soli in
casa e se ne accorge il vicino dopo alcuni
mesi! Questa storia ritengo sia stato un
episodio che ha gratificato il mio impegno
sul lavoro; un lavoro contraddistinto da
aspetti pratici non disgiunti da quelli
sociali. Ecco perché sono sempre
più convinto della rilevanza della
figura del portiere come elemento di supporto
alla comunità condominiale in cui
opera.
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