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STORIA
DI ANITA
Mi chiamo Guglielmo
B. ho la portineria nel quartiere Prati
di Roma, e ormai faccio questo mestiere
da oltre 10 anni il mio palazzo ha due scale
con moltissimi appartamenti dove ci sono
uffici. E' da quando sono stato assunto
che gli uffici sono sempre di più,
questo perché, molte volte gli appartamenti
sono abitati da anziani soli, che morendo,
gli eredi li affittano a uso ufficio, così
gli immobili rendono di più. E proprio
in uno di questi uffici abitava una anziana
signora di nome Anita. Anita abitava all’ultimo
piano sola in questa grande casa e con il
passar del tempo un po’ l’arterosclerosi,
ma anche la solitudine la portavano ha dimenticare
sempre qualcosa. Mi ricordo sempre quelle
mattine con i soliti rituali pulire l’androne,
lucidare le maniglie e poi “buongiorno
dottore” ,“buongiorno avvocato
“ e poi Anita veniva a spezzare questi
rituali. Tutte le mattine scendeva con una
bottiglia di plastica e mi chiedeva di andare
a prendere acqua dalle fontane perché
era più fresca e non veniva dai cassoni.
Molte volte gli dicevo “Anita l’acqua
è uguale a quella che esce a casa
tua” e lei, “ No quella delle
fontane è più fresca”
poi mi chiedeva due sigarette e saliva a
casa, dopo un po’ scendeva e mi regalava
un’ arancia e risaliva a casa. Fu'
cosi che nacque un piccola amicizia fatta
di cose semplici, e forse era un modo per
rompere la sua solitudine e parlare con
qualcuno, qualche volta andavamo a bar insieme
a prendere il cappuccino. Anita è
morta da due anni , per una caduta e' stata
ricoverata in ospedale dove si è
lasciata andare, anche perché i parenti
non andavano molto spesso a trovarla. A
volte andavo a trovarla e gli portavo quella
bottiglia di acqua fresca presa dalle fontane.
La mia è una storia semplice non
è fatta come le altre che ho letto,
ma volevo solo dire che questo piccolo gesto
ha contribuito a non far sentire sola una
persona anziana, all’interno del suo
ambiente e forse sono riuscito con queste
piccole cortesie a farla sentire meno sola,
in fondo lei sapeva che se avesse avuto
bisogno di qualcosa io sarei stato contento
di aiutarla. Ed anche io mi sono sentito
meno solo, e più contento di fare
questo lavoro che sembra un “impegno
lavorativo marginale”.
Grazie Guglielmo
B.
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La
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