E’ vero,
i tempi sono molto cambiati. Anche nel vostro
sito internet ce n’è traccia:
job sharing, lo stesso sito internet, e-mail.
Sono termini e concetti che, fino ad un
decennio fa erano sconosciuti: oggi non
se ne puo’ fare a meno (almeno credo).
Anche lo stabile dove lavoro è cambiato
molto. Oddio, non nella struttura esterna.
Il cambiamento c’è stato all’interno,
nel profondo: il numero degli appartamenti
sempre lo stesso (24), i piani sempre 6,
così come i gradini, 108, più
i 18 del terrazzo. In realtà sono
le persone che sono cambiate: qualcuna non
c’è più, qualcuno è
passato a miglior vita, qualche coppia giovane
e molti anziani (anch’io mi avvio,
riforma permettendo, all’età
della pensione). Quando ho iniziato a lavorare
avevo 25 anni e lo stabile aveva una vita
precisa: un gran via vai fino alle 8 di
mattina e dalle 6 di sera fino alla 21.
Chi lavorava, infatti, usciva e rientrava
in quegli spazi. Qualche casalinga si avvicinava
alla “guardiola” dopo le “faccende”,
dopo aver fatto la spesa; qualche ragazzo
passava prima e dopo l’università…insomma
per qualche lustro ho fatto quasi esclusivamente
“il pulitore” e non, come vuole
la vulgata, “il chiacchierone”,
“il confessore” ecc…,
non c’era il “materiale”,
il palazzo si svuotava, manco fosse la succursale
di una fabbrica. Poi le cose sono cambiate:
i primi capelli grigi, i primi pensionati,
le prime chiacchierate davanti la guardiola;
insomma, il palazzo si è come pian
piano ripopolato… ripopolato e riappropriato
di quella funzione che non è solo
dormitorio, ma spazio di convivenza (oddio,
seguo troppo Maurizio Costanzo Show e i
suoi ospiti sociologi, psicologi…).
Poi l’età ha fatto il suo corso,
così come la vita (che va, purtroppo,
di corsa) s’è portato via qualcuno
(anche il mitico Maresciallo, alla tenera
età di 84 anni). Così ci sono
stati i primi vedovi e le prime vedove:
insomma, la parabola della vita (ancora
Maurizio Costanzo, Basta!!!). Devo dire
grandi chiacchierate, gran discutere, sappiamo
tutti di cosa (l’inquilino del 14
che butta le briciole, i riscaldamenti,
l’amministratore, eppoi i dolori,
il dottore, la spesa, la pensione…).
Insomma mi sembra di aver cambiato funzione:
sempre 6 piani, sempre ramazza in mano e
straccio umido, le foglie da raccogliere,
le stampe, la posta, ma anche parole da
spendere per confortare, per fare coraggio
ai miei “nonnetti”, impauriti
dall’età, dalle insidie della
vita. Qualcuno si fa aiutare dalle badanti
(e meno male che ci sono), qualcuno chiede
aiuto al portiere, ad Angelo (che poi sarei
io). Angelo che mi può portare su
la posta, mi aiuta con la spesa… Angelo,
ho bisogno di un consiglio…Angelo,
ma non è che qui vengono i ladri
e poi mi danno una “botta” in
testa?… Insomma, un fiorire di richieste
d’aiuto. E’ vero, in passato
c’è stato qualche screzio,
le solite dicerie, i soliti luoghi comuni
sui portieri… Ora non è tempo
di rivincite, non mi sto rivalendo su nessuno
non è la nemesi storica : mia madre
mi diceva sempre “Giolin, stagh atent:
se t’fet inscì quand t’s’è
vech t’faria inscì anc’
a tì” (Cioè “Angelino
stai attento: se fai così, te lo
faranno a te quando sarai vecchio). Forse
sono un po’ egoista; forse lo farò
per paura di questo destino che mi segnava
mia madre…fatto sta che a miei “nonnetti”
e alle mie “vecchiette” non
so dire di no… Angelo?!?! Si…signora
Franca, cosa c’è che non va?
Saluti
Angelo D.M.
Roma 8/1/2004