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LA MEMORIA

Uno dei disturbi lamentati più frequentemente ad una certa età è la perdita di memoria. Ma cos'è la memoria? E' stata definita come la capacità di ricreare nella mente un'esperienza già occorsa nella propria vita. Gli effetti sulla memoria del normale processo di invecchiamento in genere si rendono più evidenti per la memoria di tipo "recente", cioè si dimenticano i fatti appena successi, il luogo dove si è posato un oggetto, le chiavi, gli occhiali, si incomincia a chiedere due volte la stessa cosa. Permane invece la memoria per i fatti più lontani, riguardanti la giovinezza e gli anni passati. Questo perché i fatti lontani sono stati ricordati parecchie volte, sia parlandone con altri, sia ripensandoli. Ed ogni ricordo agisce come un rinforzo, che fissa più profondamente nella memoria il fatto avvenuto, Al contrario i fatti recenti non hanno subìto questo rinforzo e quindi non sono stati impressi. Ne consegue che un aiuto per migliorare la memoria può essere quello di ripetere più volte a se stessi i fatti che vogliamo memorizzare. Comunque è bene ricordare che spesso è l'atteggiamento con cui la persona affronta la vecchiaia a favorire una perdita della memoria. Cioè, quando si dà per scontato che, avendo una certa età, deve esserci "per forza" una diminuzione della memoria, si può essere certi che essa diventerà più accentuata di quanto lo sia realmente. Inoltre va tenuto presente che molti deficit della memoria, che si presentano in un normale processo di invecchiamento, si possono compensare, soprattutto con certe norme di comportamento e in parte con un trattamento farmacologico. Ci sono infatti vari accorgimenti che possono aiutare la persona a conservare l'autonomia mentale, o quanto meno ad evitare rapidi peggioramenti, nel caso la stato mentale sia già compromesso. Alcuni accorgimenti devono essere attuati dall'anziano stesso, altri dalle persone che vivono con lui. Vediamo dapprima quanto si può suggerire alla persona anziana: la memoria va esercitata, esige un allenamento continuo: ciò si può ottenere interessandosi a quanto succede intorno, leggendo giornali, riviste, libri, rimanendo inseriti nella vita di relazione, proseguendo certe attività personali anche semplici, frequentando luoghi di incontro e di svago, momenti culturali, seguendo il telegiornale, programmi interessanti. Il commentarli poi con parenti o amici aiuta a fissarli nella memoria; quando non si riesce a ricordare con immediatezza i nomi o le parole che si vogliono dire, è importante non agitarsi, perché l'ansia accentua le dimenticanze. E' meglio piuttosto cercare di accettare questi limiti, sapendo che occorre un tempo maggiore per rievocare le informazioni; seguire una routine può aiutare a diminuire le dimenticanze. Ad esempio, chi ogni giorno esegue determinati gesti o attività prima di uscire di casa, come il prendere le chiavi, gli occhiali, chiudere il gas, la porta, ecc., sarà più facilitato nel ricordarli tutti. Si può suggerire anche di farsi un elenco delle cose da fare prima di uscire di casa; quando si è costretti ad interrompere un'attività, per iniziarne un'altra, è facile dimenticare la precedente. Un accorgimento utile è quello di rimanere parzialmente impegnati in quanto si stava facendo: ad es., se squilla il telefono quando si cucina, può essere di aiuto tenere un cucchiaio in mano mentre si risponde; un altro aiuto è quello di scrivere le informazioni che si vogliono ricordare: ad es., annotare i programmi della giornata su una piccola lavagna, gli appuntamenti su un'agenda o su di un calendario; quando viene in mente una cosa da fare, eseguirla subito, se possibile, altrimenti trovare immediatamente il sistema per ricordarla: ad es., se uscendo di casa si vuole imbucare una lettera, metterla accanto alle chiavi o in un posto ben visibile accanto alla porta; non pretenderei seguire contemporaneamente più cose: se si sta leggendo il giornale, con la radio o la tv accesa, è meno facile prestare attenzione a ciò che si legge; quando si vuole richiedere o comunicare qualcosa, cercare di essere sistetici e di non creare troppe diversioni, che potrebbero alla fine farci dimenticare il punto principale; è bene sapere che non esistono farmaci miracolosi per la memoria. Qualora però ci si renda conto di un peggioramento evidente, si può comunque chiedere un parere al medico, che potrà valutare l'opportunità di una terapia specifica. Vediamo ora gli accorgimenti e gli atteggiamenti che, se attuati da chi sta vicino all'anziano, possono aiutarlo dal punto di vista mentale: prima di tutto va tenuto presente che nulla può sostituire un rapporto basato sul rispetto, considerando sempre la persona per il valore che possiede, al di là dell'efficienza fisica o psichica; fare attenzione a non imporre sistemazioni in casa che sembrano necessari per il suo confort, ma che alla persona risultano sgradevoli; evitare cambiamenti di camera, spostamenti nella disposizione dei mobili, degli oggetti, ecc. o comunque, qualora si rendessero necessari, farli tenendo conto dei desideri della persona; curare la qualità dell'ambiente in cui vive, lasciando tutti gli oggetti, i segni che ricordano alla persona il suo passato, gli avvenimenti piacevoli della sua vita; cercare di correggere le menomazioni che ostacolano l'anziano nella comunicazione con gli altri o nella percezione del mondo esterno: ad es., suggerire l'uso di un apparecchio acustico se presenta un deficit uditivo, o di occhiali adatti, che possono migliorare la sua autonomia psicofisica. Occorre tener presente però che tutto ciò non va imposto, ma occorre persuadere con pazienza la persona anziana dell'utilità dell'ausilio; qualora l'anziano presenti delle amnesie, fare attenzione a non sottolinearle; potrebbe insorgere uno stato d'ansia che accentua le dimenticanze; nella conversazione cercare di esprimere chiaramente quanto si vuole comunicare, senza troppe divagazioni che potrebbero fuorviare la persona che ascolta; sollecitare l'anziano a "muoversi", coinvolgendo per quanto possibile e secondo le sue attitudini, nelle attività domestiche, cercando però che quanto si chiede risulti utile e non fatto solo per tenerlo occupato; qualora la persona sia allettata, studiare la sistemazione migliore in modo che dal letto o dalla poltrona possa partecipare il più possibile alla vita di famiglia e seguire quanto avviene intorno a lei (ad es., curando che ci sia una finestra che dà sulla strada o sul cortile); tenere nella sua camera un calendario ed un orologio, che l'aiutino a conservare un buon orientamento temporale; è necessario ricordare che diminuzioni della memoria e anche stati di confusione mentale possono derivare da improvvisi cambiamenti di abitudine o di sistemazione e da depressioni psichiche causate da problemi famigliari di convivenza; può essere talora utile collaborare con specifici programmi di "allenamento o ginnastica mentale", sviluppati in ambito geriatrico.

Fonte: Università Cattolica del Sacro Cuore Regione Molise


      
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