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IL SONNO

I disturbi del sonno divengono più frequenti con l'avanzare dell'età. Spesso però si tende ad ingigantire il problema, parlando di insonnia quando in realtà non se ne soffre veramente. Occorre tener conto che, con l'avanzare dell'età, una diminuzione delle ore di sonno, entro certi limiti, è fisiologica. Oltre a ciò, spesso non si calcola tra le ore di sonno il riposo che si fa durante il giorno, nel pomeriggio o la sera, magari davanti al televisore. A parte queste considerazioni, è vero comunque che circa un terzo delle persone anziane presentano dei disturbi del sonno, a volte isolati, a volte invece secondari alla presenza di varie patologie, quali malattie respiratorie, cardiache, osteo-articolari, delle vie urinarie, oppure possono essere il sintomo di una forma depressiva. Troppo spesso però si ricorre facilmente all'uso di farmaci induttori del sonno, che possono creare a volte problemi più gravi dell'insonnia. Infatti, specie se la loro somministrazione è prolungata nel tempo, si verifica frequentemente la necessità di aumentare la dose, favorendo così la comparsa di effetti collaterali. Inoltre, poiché la persona anziana deve assumere a volte più farmaci per la presenza di varie patologie, aumenta il rischio derivante dall'interazione tra i vari farmaci. Ancora, alla loro sospensione, specie dopo una somministrazione prolungata, si può verificare un effetto rebound, cioè un peggioramento clamoroso della sintomatologia. Si ritiene utile pertanto, soprattutto di fronte a disturbi lievi del sonno, non incoraggiare la persona anziana a rivolgersi al medico per ottenere subito una prescrizione di farmaci, ma piuttosto suggerirle alcuni consigli per una terapia non farmacologica dell'insonnia. Consigli d'igiene ambientale: provvedere ad un buon letto con un materasso né eccessivamente rigido né troppo cedevole; fare attenzione alla temperatura della camera da letto: un calore eccessivo non giova al sonno; un giusto grado di umidità della stanza favorirà la respirazione; se l'oscuramento è adeguato si eviteranno risvegli provocati dalla luce; per quanto possibile, occorre fare in modo di attutire gli eventuali rumori, interni ed esterni all'abitazione. Consigli d'igiene personale: ridurre il pasto serale e cercare di anticiparlo come orario, per evitare una digestione laboriosa al momento di andare a letto; evitare l'assunzione di caffè e alcolici, soprattutto nel tardo pomeriggio o la sera; non eccedere con il riposo durante il giorno e comunque non protrarlo oltre il primo pomeriggio. Anche al mattino è bene alzarsi presto, anziché pensare di recuperare il sonno mancante della notte; evitare l'assunzione di grandi quantità di liquidi la sera; praticare un'attività fisica durante il giorno, adeguata alle condizioni di salute e alle precedenti abitudini; cercare di aumentare gli interessi e le attività conseguenti nel corso della giornata; controllare adeguatamente con la terapia prescritta dal medico le eventuali malattie. Oltre a questi suggerimenti di ordine generale, ve ne sono moltissimi altri, più soggettivi, da adottare in base alla situazione personale. Si riporta solo come esempio che un orologio con cifre luminose, o un bicchiere d'acqua sul comodino possono evitare manovre più complesse che comportano un riaddormentamento più difficile.

Fonte: Università Cattolica del Sacro Cuore Regione Molise


      
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