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ANSIA
E DEPRESSIONE
E'
abbastanza normale che una persona, qualunque sia
la sua età, possa avere delle reazioni di
ansia e/o di tristezza, di pessimismo, di disinteresse,
a seguito di eventi traumatizzanti sul piano psichico
o anche su quello fisico. Nella persona anziana
però esiste spesso una maggiore fragilità
(anche per le condizioni sociali in cui vive) per
cui ansia e depressione reattiva possono manifestarsi
in maniera più frequente e più persistente,
soprattutto se nel corso della vita il temperamento
era predisponente. Momenti di particolare fragilità
sono quelli della perdita di persone care, del pensionamento.
E' chiaro che non tutte le forme di ansia e di depressione
sono reattive, ma non è qui il caso di dilungarci
su un tema strettamente medico. Qui interessa affermare
che la persona anziana potrà avere paure
immotivate e sproporzionate alla realtà,
presentarsi indifferente e triste (già sin
dall'aspetto del volto), non volersi più
occupare di quanto prima le interessava, piangere
spesso, raffigurarsi un futuro molto negativo per
sé e per i familiari,. Rifiutare di comunicare.
C.C.N.L. Legge 626/94 Rispondiamo Pubblicazioni
Comunicati Stampa Suggeriamo Potrà addirittura
restare immobile su una sedia per molto tempo, come
assente. La memoria potrà ridursi e potranno
comparire seri disturbi anche sul piano fisico (stanchezza,
senso di testa vuota o pesante, disturbi gastrointestinali,
ecc.), potrà insorgere l'insonnia. Non è
mai bene sottovalutare questi disturbi; i familiari
devono senz'altro rivolgersi ad un medico per affrontare
queste situazioni, ricordando che una persona depressa
non è irrecuperabile, ma ha bisogno di un
giusto aiuto. E' buona norma, infatti, non lasciare
che il depresso "si adagi" nella sua passività
e nella sua tristezza, ma aiutarlo a ritrovare interessi
e motivazioni. I farmaci, che il medico potrà
o meno consigliare in certi momenti, spesso saranno
più efficaci se vi è anche questa
presenza affettiva intorno alla persona depressa.
Questi farmaci, inoltre, possono avere effetti collaterali
che sarà bene riferire immediatamente al
medico, non pensando a priori che si possa trattare
di fenomeni legati all'età (maggiore affaticabilità,
diminuzione della pressione arteriosa ponendosi
in piedi, un certo disorientamento nel tempo e nello
spazio, ecc.). I familiari ricordino sempre che
per gli anziani la famiglia ha, nella massima parte
dei casi, un grande valore, per cui essi possono
vivere drammaticamente rotture familiari, lontananze
e possono considerare come mancanza d'affetto e
trascuratezza anche le obiettive difficoltà
di relazione da parte dei figli o di altri familiari,
proprie della vita in grandi città (distanze,
orari di lavoro, ecc.). Molti anziani possono preferire
di continuare a vigere nella loro casa, anche quando
rimangono soli; d'altra parte cambiare ambiente
in maniera forzata può rappresentare un ulteriore
trauma. Altri anziani preferiscono vivere soli ma
in un appartamento vicino ai loro figli; questo,
quando realizzabile, è una soluzione che
può consentire un buon equilibrio ed attenuare
incomprensioni che la convivenza può accentuare.
Fonte:
Università Cattolica del Sacro Cuore Regione
Molise
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